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Andrea Sorato


SULLA TEORIA DEL SOCIALISMO IN UN SOLO PAESE

PLI (m-l)



(Lenin e Stalin)



EDIZIONI PLI(m-l)



La teoria marxista-leninista del socialismo in un solo paese, venne elaborata per la prima volta da Lenin, il quale,dichiara che nell'epoca dell'imperialismo (stadio supremo ed ultimo del capitalismo), tenuto conto delle disuguaglianze che si vengono a creare tra i vari paesi capitalisti, il socialismo possa essere instaurato anche in un solo paese socialista preso separatamente. Propongo qui una citazione di Lenin: “L'ineguaglianza dello sviluppo economico e politico è una legge assoluta del capitalismo. Ne risulta che è possibile il trionfo del socialismo all'inizio in alcuni paesi o anche in un solo paese capitalistico, preso separatamente.” (tratto da “Sulla parola d'ordine degli Stati Uniti d'Europa” 1915), basterebbe questo per smentire le calunnie di matrice trotzkista, secondo qui Lenin sarebbe stato contrario all'edificazione del socialismo in un solo paese, i trotzkisti, cercano poi, di spacciare la teoria del socialismo in un solo paese come una negazione dell'internazionalismo, come “ristrettezza nazionale”,ma in cosa consiste, in effetti, “l'internazionalismo” dei trotzkisti? Se avessero preso il potere, l'URSS avrebbe capitolato e sarebbe tornata nella mani del capitale, cosi facendo non solo il popolo sovietico sarebbe tornato al barbaro sistema di sfruttamento dal quale si era da poco liberato, ma avrebbero privato i marxisti-leninisti,gli antifascisti e i progressisti dei vari paesi di un potente appoggio alle loro lotte e di un luogo di rifugio per sfuggire alla repressione della borghesia messa in atto nei vari paesi (come è stato per l'Italia, in qui molti marxisti-leninisti,scampati alla repressione fascista, trovarono rifugio sicuro in URSS), quindi, ciò che si cerca di spacciare per internazionalismo, non è che una capitolazione alla borghesia e un tradimento della causa del socialismo, a questo proposito Stalin, in “Lettera al compagno Ivanov” del 1938 afferma: “Il leninismo insegna che e la vittoria definitiva del socialismo nel senso di una piena garanzia contro la restaurazione dei rapporti borghesi è possibile solo su scala internazionale (vedi la nota risoluzione della 14.a conferenza del Partito Comunista dell’U.R.S.S.). Ciò significa che il serio aiuto del proletariato internazionale è quella forza senza la quale non può essere risolto il problema della vittoria definitiva del socialismo in un solo paese. Ciò non significa, naturalmente, che noialtri dobbiamo starcene con le braccia incrociate ad aspettare un aiuto dal di fuori. Al contrario, l'aiuto del proletariato internazionale deve essere congiunto col nostro lavoro per il rafforzamento dell’Esercito Rosso e della Flotta Rossa per la mobilitazione di tutto il paese per la lotta contro l’aggressione militare ai tentativi di restaurazione dei rapporti borghesi.” Infatti, Lenin e Stalin, dividevano la questione della vittoria del socialismo in due, in “Lettera al compagno Ivanov” Stalin afferma:

“Ne deriva che questa questione contiene due problemi differenti.
a) il problema dei rapporti interni del nostro paese, cioè il problema della vittoria sulla nostra borghesia e dell'edificazione del socialismo integrale;
b) il problema dei rapporti esterni del nostro paese, cioè il problema della piena garanzia del nostro paese contro i pericoli di un intervento militare e di restaurazione.
Il primo problema è già stato da noi risolto, poiché la nostra borghesia è già liquidata e il socialismo è già edificato nell’essenziale. Questo, da noi, si chiama vittoria del socialismo o, più esattamente, vittoria dell'edificazione
socialista in un solo paese. Noi potremmo dire che questa vittoria è definitiva, se il nostro paese si trovasse su un’isola, e se intorno ad esso non vi fossero numerosi altri paesi, dei paesi capitalistici.”

Questo anche per smentire, coloro che affermano che Stalin dicesse che quando vi è la rivoluzione, anche in un paese, tutto è risolto, non ce più il pericolo di una restaurazione,ecc..... o che adirittura affermano che Stalin sostenesse il “ comunismo in un solo paese”!.

 

L'APPLICAZIONE DELLA TEORIA DEL SOCIALISMO IN UN SOLO PAESE

 

Da quando ebbe inizio l'epoca dell'imperialismo, una rivoluzione in tutti i paesi contemporaneamente non è più possibile, anche a causa delle forti disuguaglianze economiche, sociali e politiche che l'imperialismo ha portato (nel capitalismo preimperialistico, infatti, essendo i vari stati ad un grado di sviluppo più o meno identico l'uno all'altro, rendeva quindi possibile una vittoria in tutti i paesi contemporaneamente), di conseguenza è possibile la vittoria del socialismo anche in un solo paese capitalistico preso separatamente. Ciò non toglie che il paese socialista, in condizioni di un accerchiamento capitalistico, non corra il rischio di un tentativo di restaurazione del capitalismo o con un invasione esterna (come tentarono di fare i paesi del blocco nazi-fascista nel 1941) o con l'infiltrazione all'interno dello stato socialista e del partito di elementi corrotti con il compito di restaurare il capitalismo nel paese, mantenendo nel frattempo ancora una facciata marxista-leninista, anche con lo scopo di confondere le masse popolari (come fece il rinnegato krusciov al XX congresso del PCUS).

Tra le altre accuse messe in piedi dal trotzkismo contro la teoria del socialismo in un solo paese, vi è anche quella, secondo qui, in un paese arretrato, il socialismo non possa essere edificato, ma questi signori dimenticano che la stessa Russia, quando venne fatta la rivoluzione era un paese arretrato, che usciva distrutto dalla prima guerra mondiale e poco dopo venne attaccata dalla “coalizione dei 14 stati”, i quali accorsero in aiuto alle armate bianche dei generali kornilov e denikin e degli altri gruppi reazionari della Russia, ma nonostante tutto ciò la neonata Russia Sovietica, guidata da Lenin e Stalin vinse gli invasori e sconfisse le armate bianche, guadagnandosi il sostegno e la simpatia del proletariato mondiale, il quale manifestò da subito aperto sostegno alla neonata Russia sovietica, la quale da sola, sconfisse i nemici, gli imperialisti continuarono sempre a inviare le loro spie e i loro infiltrati per sabotare l'edificazione del socialismo in Unione Sovietica, molti dei quali, vennero processati e condannati (questi processi furono pubblici e la validità di tali processi venne espressa anche da alcuni osservatori internazionali presenti ai processi) per i gravi crimini commessi, tra i criminali messi sottoprocesso figurano kamenev,zinoviev,bucharin,radek,rikov,ecc.... questi agenti del fascismo e della reazione, volevano distruggere il socialismo nell'URSS e restaurare il capitalismo, a tal fine, la cricca trotzkista-buchariniana, commise i più efferati delitti (tra i quali l'omicidio di Kirov, dirigente del Partito Bolscevico a Leningrado e grande amico di Stalin), non esitando a collaborare apertamente coi kulak (insieme ad essi e a funzionari corrotti provocheranno la carestia ucraina del 1932-1933) e con i fascisti (insieme agli anarchici gli consegneranno la Spagna, condannando cosi, l'eroico popolo spagnolo ai 40 anni di dittatura franchista), per non parlare poi dell'invasione dell'Unione Sovietica da parte del blocco nazi-fascista, ma anche questo tentativo, grazie alla guida di Stalin e del Partito Bolscevico e alla fiducia del popolo verso la loro guida e grazie all'eroismo e al coraggio del popolo e dei soldati dell'Armata Rossa e grazie alla lotta dei partigiani nei paesi occupati dal nazi-fascismo, venne stroncato. Un paese agricolo e arretrato come era la Russia diventò un paese socialista industrializzato e forte, un potente appoggio alle lotte dei popoli per il socialismo e per il progresso sociale a qui i popoli del mondo guardavano con fiducia e ammirazione fiduciosi per l'avvenire. Basterebbe quindi la storia dell'Unione Sovietica per smentire il trotzkismo, ma vorrei portare all'attenzione anche il caso dell'Albania, questo piccolo paese che si affaccia sul Mar Adriatico, nell'1944 i partigiani albanesi, guidati da Enver Hoxha, liberarono il paese dagli occupanti nazi-fascisti e proclamarono la nascita della Repubblica Popolare d'Albania, l'Albania pre-rivoluzionaria era una nazione arretrata e per certi versi, adirittura medievale, l'URSS di Stalin, e gli altri paesi del campo socialista dettero all'Albania ogni tipo di aiuto, nello spirito dell'internazionalismo proletario e della solidarietà di classe, nel 1948 il revisionista tito esce allo scoperto, proclamando la cosidetta “ via jugoslava al socialismo” che trasformò la jugoslavia in uno stato capitalistico in piena regola, tito venne prontamente denunciato da Stalin e dal Cominform ed espulsa la jugoslavia revisionista dallo stesso, l'Albania socialista, si trovò quindi, circondata dalla jugoslavia socialista, e da paesi del blocco NATO come Italia e Grecia, che mandavano in Albania i loro agenti (come koci xoxe, smascheratosi come agente di tito) con lo scopo di sabotare e distruggere la piccola Albania socialista e fare il modo che quest'ultima venisse annessa all'Albania, ma nonostante questa difficile situazione, l'URSS di Stalin e gli altri paesi del blocco socialista non fecero mai mancare il loro appoggio alla piccola Albania socialista, nello spirito del più fraterno internazionalismo proletario, dopo la tragica scomparsa di Stalin e di altri leaders del campo socialista e la presa del potere da parte della cricca revisionista, comandata da krusciov, venne restaurato il capitalismo in tutti quei paesi un tempo socialisti (dando anche avvio alle cosidette “vie nazionali al socialismo” in spregio ai più elementari principi del marxismo-leninismo), i quali, da paesi con gli stessi diritti e doveri dell'URSS, divennero degli stati satellite dell'URSS revisionista, l'Albania fù il primo paese a levare la sua voce contro il revisionismo e in difesa di Stalin e del marxismo-leninismo, la piccola Albania socialista, si trovò quindi con il blocco imperialista della NATO ad ovest e con il blocco socialimperialista del Patto di Varsavia ad est, con un forte pericolo di un invasione da parte di uno dei due blocchi, ma nonostante ciò, l'Albania socialista, guidata dal compagno Enver Hoxha, continuò nell'opera di edificazione del socialismo in Albania riuscendo a migliorare sensibilente la qualità della vita degli albanesi, smascherando tutte le linee revisioniste, a cominciare da quella kruscioviana, le quali tentavano di revisionare il marxismo-leninismo, con lo scopo di restaurare il capitalismo, ma una volta scomparso Enver Hoxha, i revisionisti presero il potere anche in Albania, riportando il paese al capitalismo e alla povertà.

Questi paesi, nonostante l'accerchiamento capitalistico, a loro volta, sostennero sempre le lotte degli altri popoli, per la libertà, l'indipendenza e il socialismo.

E in questi paesi (URSS,Albania,ecc....), il socialismo, avanzava come un treno alla massima velocità, sconfiggendo tutti i nemici che incontrava sul suo cammino, fossero i kulak, i proprietari terrieri o la cricca trotzkista-buchariniana, il blocco nazi-fascista,ecc..... tutti questi nemici, vennero ad uno ad uno sconfitti, dimostrando nella pratica la giustezza della teoria marxista-leninista del socialismo in un solo paese, teoria che tiene conto delle disuguaglianze tra paese e paese, generate dall'imperialismo, a differenza della “teoria” trotzkista della “rivoluzione permanente”, la quale parla ancora di rivoluzione in tutti i paesi in contemporanea, cosa impossibile nell'epoca dell'imperialismo, oppure delle cosidette “vie nazionali al socialismo” cioè delle deviazioni nazionalistiche, parlamentariste e antimarxiste-leniniste, quindi, in conclusione, seguendo la teoria del socialismo in un solo paese, elaborata da Lenin e Stalin il socialismo trionfa, mentre, seguendo la “teoria” trotzkista della “rivoluzione permanente” e le cosidette “vie nazionali al socialismo” equivale a calare le braghe di fronte al capitalismo e alla reazione.

 

 

 

 

 

 

 

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