Italiano


 


 

 

Karl Marx

 

Statuti provvisori dell'Associazione internazionale degli operai (1)

(Prima Internazionale)

da Marx - Engels, Opere Complete, vol. 20. settembre 1864-luglio 1868, Editori Riuniti, Roma, 1987, pp. 14-17

 

Considerando,

 

che l'emancipazione della classe operaia dev'essere opera dei lavoratori stessi; che la lotta della classe operaia per l'emancipazione non deve tendere a costituire nuovi privilegi e monopoli di classe, ma a stabilire per tutti diritti e doveri eguali e ad annientare ogni predominio di classe;

 

che la soggezione economica del lavoratore nei confronti dei detentori dei mezzi di lavoro, cioè delle fonti della vita, è la causa prima della schiavitú in tutte le sue forme, di ogni miseria sociale, di ogni pregiudizio spirituale e di ogni dipendenza politica;

 

che l'emancipazione economica della classe operaia è di conseguenza il grande scopo al quale ogni movimento politico deve essere subordinato come mezzo;

 

che tutti i tentativi rivolti a questo scopo fino a oggi sono falliti per mancanza di solidarietà tra le diverse branche di lavoro di ogni paese e per l'assenza di un'unione fraterna fra le classi lavoratrici dei diversi paesi;

 

che l'emancipazione della classe operaia, non essendo né un problema locale né nazionale, ma sociale, abbraccia tutti i paesi nei quali esiste la società moderna, e per la sua soluzione dipende dal concorso pratico e teorico dei paesi piú progrediti;

 

che il movimento rinnovantesi al presente della classe operaia nei paesi più industriali d'Europa, mentre fa nascere nuove speranze, in pari tempo costituisce un solenne avvertimento contro una ricaduta negli antichi errori e la spinge a congiungere immediatamente i movimenti ancora isolati;

 

per queste ragioni

 

I sottoscritti membri del comitato, eletto il 28 settembre 1864 nell'assemblea pubblica al St. Martin's Hall di Londra, hanno preso le misure necessarie per fondare l'Associazione internazionale degli operai.

 

Dichiarano che questa Associazione internazionale e tutte le società e gli individui che vi aderiscono riconosceranno come regola della loro condotta tra loro e nei confronti di tutti gli uomini, senza distinzioni di colore, di fede o di nazionalità: verità, giustizia, moralità.

 

Considerano come un dovere per ogni individuo richiedere, non soltanto per se stesso, ma per tutti, i diritti dell'uomo e del cittadino. Nessun diritto senza doveri, nessun dovere senza diritti (2).

 

E, in questo spirito, hanno elaborato i presenti statuti provvisori dell'Associazione internazionale:

 

1. La presente Associazione è fondata per costituire un centro di collegamento e di cooperazione tra le società operaie esistenti nei diversi paesi, che aspirino al medesimo scopo, e cioè: il mutuo soccorso, il progresso e l'affrancamento completo della classe operaia.

 

2. La denominazione della società è: Associazione internazionale degli operai.

 

3. Nel 1865 avrà luogo in Belgio un congresso operaio generale. Esso sarà formato dai delegati di tutte le società operaie, che nel frattempo avranno aderito all'Associazione internazionale degli operai. Il congresso proclamerà di fronte all'Europa le aspirazioni comuni della classe operaia; stabilirà gli statuti definitivi dell'Associazione internazionale, esaminerà i mezzi necessari per la sua opera coronata da successo e nominerà il consiglio centrale dell'Associazione (3). Il congresso generale dovrà riunirsi una volta all'anno.

 

4. Il consiglio centrale ha la sua sede a Londra e sarà composto da operai appartenenti ai diversi paesi rappresentati nell'Associazione internazionale. Conferirà fra i suoi componenti i posti necessari per la gestione, come quello del presidente, del tesoriere, del segretario generale, dei segretari corrispondenti per i diversi paesi ecc.

 

5. Ai suoi raduni annuali, il congresso riceverà un rapporto pubblico del consiglio centrale. Il consiglio centrale appena nominato dal congresso annuale ha il potere di cooptare nuovi membri. In caso d'urgenza, il consiglio centrale potrà convocare il congresso prima del termine annuale regolamentare.

 

6. Il consiglio centrale opera come agenzia internazionale tra le diverse società concorrenti, in modo tale che gli operai di un paese siano continuamente informati sui movimenti della loro classe in tutti gli altri paesi; che contemporaneamente e sotto una comune direzione venga compiuta un'inchiesta sulla condizione sociale dei diversi paesi dell'Europa; che le questioni di interesse generale, proposte da una società, vengano accolte da tutte le altre e che in caso di necessità di interventi pratici immediati, come per esempio in caso di dissensi internazionali, le società collegate possano agire simultaneamente e in modo uniforme. Ove sia opportuno, il consiglio centrale prenderà l'iniziativa di proposte da sottoporre alle diverse società nazionali o locali.

 

7. Poiché da un lato il successo del movimento operaio in ciascun paese non può venir assicurato se non attraverso la forza risultante dall'unione e dall'associazione, mentre d'altro lato l'efficacia del consiglio centrale internazionale dipende specialmente dal fatto che esso ha rapporti con pochi centri nazionali delle società operaie invece che con un gran numero di società locali piccole e sconnesse, i membri dell'Associazione internazionale dovranno usare tutte le loro forze per riunire le società operaie disperse dei loro rispettivi paesi in corpi nazionali, rappresentati da organi nazionali. Si comprende naturalmente che l'applicazione di questo articolo dipenderà dalle leggi particolari di ogni paese e che, senza tener conto degli ostacoli legali, nessuna società locale indipendente è esclusa dalla corrispondenza diretta con il consiglio centrale londinese.

 

8. Fino alla riunione del primo congresso, agirà il comitato eletto il 28 settembre 1864 come consiglio centrale provvisorio, opererà per far stringere legami fra le società operaie dei diversi paesi, farà aderire proseliti del Regno Unito, farà i passi preparatori per la convocazione del congresso e discuterà con le società nazionali e locali le questioni fondamentali, che dovranno esser poste a detto congresso.

 

9. Cambiando di abitazione da un paese all'altro, ciascun membro dell'Associazione internazionale riceverà l'appoggio fraterno degli operai aderenti.

 

10. Per quanto unite da un legame eterno di fraterna cooperazione, le società operaie, che aderiscono all'Associazione internazionale, manterranno intatta la loro organizzazione presente.

 

_____

Note:

 

1) Marx elaborò gli «Statuti provvisori» congiuntamente all'«Indirizzo inaugurale» (cfr. nota 1 de:Indirizzo inaugurale dell'associazione degli operai). Riscrisse integralmente la parte introduttiva del documento, presentata alla riunione del comitato provvisorio il 18 ottobre 1864, ridusse il numero degli articoli da 40 a 10 e cambiò anche il principio organizzativo, accogliendone soltanto alcuni punti formali (la denominazione dell'organizzazione, la conferma della convocazione di un congresso a Bruxelles nel 1865, l'appoggio per i membri dell'organizzazione nel caso di trasferimento del domicilio, ecc.). Il testo predisposto da Marx fu approvato dalla commissione il 27 ottobre e, qualche giorno più tardi, fu votato all'unanimità dal consiglio. Gli Statuti apparvero in inglese insieme all'«Indirizzo inaugurale» nell'opuscolo «Address and Provisional Rules of the Working Men's International Association», edito a Londra nel novembre 1864, e furono anche pubblicati sul «Bee-Hive Newspaper» 12 novembre 1864, n. 161, e su «The Miner and Workman's Advocate», 10 dicembre 1864, n. 93. La traduzione francese degli Statuti, curata da alcuni proudhonisti, contiene una serie di inesattezze e di vere e proprie distorsioni: fu edita dalla sezione di Parigi alla fine del '64. Charles Longuet, sotto la guida di Marx, curò una nuova traduzione francese che apparve a Bruxelles nel 1866, insieme all'«Indirizzo inaugurale», nell'opuscolo «Manifeste de l'Association Internationale des Travailleurs suivi du règlement provisoire». In tedesco gli Statuti furono pubblicati sul «Social-Demokrat» del 18 gennaio 1865, n. 10 e sul «Vorbote» di Ginevra, diretto da Johann Philipp Becker, dell'aprile e maggio 1866, nn. 4 e 5. Una traduzione italiana vide la luce su «L'Unità italiana» di Milano il 18 febbraio 1865 e su «11 Dovere» di Genova il 26 agosto 1865. Il congresso dell'Internazionale di Ginevra confermò, nella seduta del 5 settembre 1866, il testo degli Statuti e li integrò con un Regolamento, che fu accolto nella seduta dell'8 settembre e in seguito fu denominato «Regolamento amministrativo».

 

2) Il presente e il paragrafo che precede furono inseriti da Marx nel preambolo degli Statuti per l'insistenza degli altri membri del comitato, che discussero il documento il 27 ottobre. Marx informò particolareggiatamente Engels della questione nella sua lettera del 4 novembre 1864 (si veda nella presente edizione il volume XLII).

 

3) Il primo congresso dell'Associazione non si tenne in effetti, com'era stato programmato, a Bruxelles nel 1865, ma dal 3 all'8 settembre 1866 a Ginevra, non essendo ancora mature per esso nel '65 le sezioni dell'Internazionale. Il consiglio centrale, su proposta di Marx, deliberò di convocare per il 1865 una conferenza a Londra.


 

 

 

 

Karl Marx e Friedrich Engels

Italiano