Maksim Gorkij

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

Inglese

German

Russian

Spanish

Portuguese

Greek

Turkish

Chinese

Finnish

Arabic

Hindi

 

altre lingue

 

 

Maksim Gorkij

Luogo e data di nascita: Nižnyj Novgorod, 26 maggio 1868
Luogo e data di morte: Moskva, 14 giugno 1936

 

 

 

Stalin e Gorkij

 

 

Biografia

Pseudonimo dello scrittore russo Aleksej Maksimovič Pežkov (Nižnij Novgorod 1868-Mosca 1936). Tra i più significativi scrittori russi contemporanei, Gorkij (in russo la parola che egli scelse come pseudonimo vuol dire “amaro”) fu il biografo di se stesso in Infanzia (1913), Fra la gente (1915), Le mie università (1922). Narrò la sua difficile esistenza in maniera semplice, senza retorica, conscio che le sue difficoltà fossero quelle di molti. E fu questo forse a fare di lui un cronista del suo tempo e il sostenitore della causa rivoluzionaria. Il nonno, grande lavoratore, indurito dalle difficoltà, dopo che il ragazzo ebbe perso padre e madre gli disse: “Io non ti posso appendere al collo come una medaglia, vai nel mondo”. Gorkij, che non aveva ancora dieci anni, imparò a vivere da sé. Lavorò in un calzaturificio, come Dickens che aveva cominciato in un laboratorio di lucido da scarpe. Da lì se ne andò presto. Prese a girare, inquieto, desolato. Fece di tutto: il calzolaio, il tipografo, il giardiniere, lo sguattero e in questo mestiere conobbe il suo mentore, il cuoco Smurij, a bordo di un battello sul Volga. Gli fu assegnato come aiuto e Smurij lo stimolò a leggere. Gorkij divorò La vita dei santi, poi le opere di Gogol, Dumas, Balzac, Flaubert, Puskin, Turgenev e altri. Furono letture assidue e disordinate. Riprese a vagabondare, lavorò nei porti, nelle ferrovie e scoraggiato pensò anche al suicidio. Poco prima dei vent'anni si unì ai populisti e fu arrestato; infine nel 1892 pubblicò in un giornale di Tiflis il suo primo racconto Makar Čudra. Ebbe successo. Spronato da Korolenko, conosciuto nel 1893, continuò a scrivere e nel 1898 raccolse le sue storie in due volumi. Fu la conferma che era nato un grande scrittore, capace di evocare un mondo reale, popolato spesso di reietti, di respinti dalla società o che alla società si erano negati. L'ideologia socialista di Gorkij nasce dalla ribellione all'ingiustizia, dall'emarginazione. Eletto nella Sezione letteraria dell'Accademia delle Scienze nel 1902, lo zar ne annullò la nomina. Korolenko e Čechov si ritirarono per protesta. Intanto Gorkij si avvicinava sempre più ai rivoluzionari, tanto da aderire alla rivoluzione del 1905 ed essere imprigionato per aver ospitato un rivoluzionario. Liberato l'anno dopo, lasciò la Russia per l'America, che non gli piacque e che satireggiò nel libro omonimo. Passò a Parigi e infine a Capri, che amò moltissimo. Qui organizzò con altri una scuola di propaganda rivoluzionaria e lasciò i suoi ricordi nei Racconti d'Italia (1911-13). Fu amico di Lenin. Rientrò in patria poco prima della guerra mondiale e diresse il giornale La vita nuova. Diede un'impegnata collaborazione culturale alla Rivoluzione d'Ottobre che preannunciò con i due poemetti in prosa Il canto della procellaria e Il canto del falco. Malato, tornò in Italia, a Sorrento, nel 1921 su invito dello stesso Lenin e nel 1928 fu di nuovo in URSS. Nel 1936 fu eletto presidente dell'Unione degli Scrittori Sovietici.
Opere

L'opera di Gorkij è enorme, se la si paragona alla sua vita sempre piena di interessi, di attività. Dopo i primi volumi di racconti del 1898, ne pubblicò un altro nel 1899 e nello stesso anno scrisse due drammi: Piccoli borghesi e Bassifondi, rappresentati nel 1902. L'approdo al teatro, più che per l'influsso del matrimonio che lo unì giovanissimo a un'attrice e a una compagnia di girovaghi, si spiega col vigore, l'immediatezza, l'essenzialità dei personaggi che popolano la sua opera. Fanno schermo all'arte di Gorkij le sue convinzioni politiche, che se fanno di lui un apostolo della giustizia e delle rivendicazioni sociali, si sovrappongono tuttavia all'ispirazione. Opera tuttavia di grande valore, Piccoli borghesi è in sintesi il quadro di una società che si consuma nell'acredine verso un mondo nuovo che sorge e che indica il fallimento di un'educazione di stampo borghesi del tutto superata. Con i Bassifondi Gorkij scrisse la sua più potente opera di teatro. Quadro realistico di un mondo primitivo, di gente strappata alla propria classe, libera da ogni pregiudizio borghese, è l'opera più pura dell'autore, che si svincola da ogni concezione romantica, del resto presente in molta parte della sua opera. Per il teatro Gorkij diede ancora I villeggianti (1904), I figli del sole e I barbari (1905), I nemici (1906), Vassa Zeleznova (1910), Egor Bulycev (1932) e altre opere minori, mentre alla narrativa appartengono altri suoi tre capolavori: Fomà Gordéev (1899), storia dell'ascesa e della decadenza di una famiglia borghese nella vecchia Russia zarista, I tre (1900) e La madre (1907-08); una sorta di trilogia ideale che consacrò la concezione marxista gorkiana e che invitò la critica ufficiale a considerare la sua opera (specie La madre) il simbolo dell'idea rivoluzionaria, impersonata da quella figura di donna forte che aderisce alla causa della rivoluzione sposata dal figlio, un giovane operaio deportato. Gorkij alternò spesso a storie sociali leggende a sfondo folcloristico: Il Khan e suo figlio, Leggenda crimeana, e scrisse quella amara opera che è Una confessione (1908), analisi del pensiero dell'autore e dei suoi rapporti col popolo russo, quasi un bisogno di tornare all'arte per l'arte. Seguirono La cittadina di Orukov (1909), La vita di Matvej Koženjakin (1910-11) e infine le sue due ultime grandi opere: L'affare degli Artamonov (1925), storia di una famiglia di contadini che, liberata dalla servitù, lascia la terra e conquista la ricchezza ma è turbata dai nuovi problemi della società in rinnovamento, diventata incomprensibile al vecchio capofamiglia e in cui Gorkij simboleggiò la fine del capitalismo; e La vita di Klim Samgin (1927-36), il cui protagonista, rappresentante medio dell'intelligencija, è l'interprete di quarant'anni di vita russa.

 

 

opere selezionate

 

 

 

 

 

“La Madre” di Maksim Gor’kij

 

 

Opere


Makar Čudra (1892)
Čelkaš (1895)
Konovalov (1897)
Varen'ka Olesova (1898)
Schizzi e racconti (1898)
Foma Gordeev (1899)
I tre (1901)
Canto della procellaria (1901)
Piccolo-borghesi (dramma, 1901)
Bassifondi (dramma, 1902)
I villeggianti (dramma, 1904)
I figli del sole (dramma, 1905)
I barbari (dramma, 1905)
La madre (1906)
La città del Diavolo Giallo (1906)
Storia di un uomo inutile (1913)
Infanzia (1913)
Fra la gente (1915)
Le mie università (1917)
L'affare degli Artamonov (1925)
La vita di Klim Samgin (1925)
Il burlone
Due storie

 

Maksim Gor'kij

 

 

 

Frasi di Maksim Gor'kij

 

“Las exclamaciones roncas de las voces dormidas se encontraban unas con otras: injurias soeces desgarraban el aire. Había también otros sonidos: el ruido sordo de las máquinas, el silbido del vapor. Sombrías y adustas, las altas chimeneas negras se perfilaban, dominando el barrio como gruesas columnas… La fábrica había devorado su jornada: las máquinas habían succionado en los músculos de los hombres toda la fuerza que necesitaban”. 

“Extenuados por el trabajo, los hombres se embriagaban fácilmente: la bebida provocaba una irritación sin fundamento… Entonces, para liberarse, bajo un pretexto fútil, se lanzaban uno contra otro con furor bestial”.

“Los que hablaban de cosas nuevas, veían a las gentes del barrio huirles en silencio. Entonces desaparecían, volvían al camino, o si se quedaban en la fábrica, vivían al margen, sin lograr fundirse en la masa uniforme de los obreros… El hombre vivía así unos cincuenta años; después, moría”…

“La habían acostumbrado a escuchar un montón de palabras, terribles por su franqueza y su audacia, pero estas palabras no la herían ya con la misma violencia que la primera vez y había aprendido a defenderse de ellas…  Era la primera vez que oía hablar así de ella misma, de su vida, y aquellas palabras despertaban pensamientos vagos, dormidos hacía mucho tiempo; reavivaban dulcemente el sentir apagado de una insatisfacción oscura de la existencia, reanimaban las ideas e impresiones de una lejana juventud”.

“En la pequeña habitación, nacía el sentimiento del parentesco espiritual que unía a los trabajadores del mundo entero… Somos todos hijos de una sola madre, de un mismo pensamiento invencible: el de la fraternidad de los trabajadores de todos los países”.

“Conocía ya esta quietud que solía seguir a las grandes emociones. En otro tiempo, la alarmaba un poco, pero ahora parecía ensancharle el alma, afirmarla en un sentimiento grande y fuerte. La perplejidad se leía en los ojos que pestañeaban como cegados por una luz viva, de contornos indecisos e incomprensibles, pero generadora de fuerza. Y al no comprender aquel sentimiento de algo grande que se descubría bruscamente ante ellos, las gentes se apresuraban a prodigarse en pequeñas expresiones concretas y asequibles. La irritación que siempre duerme en los pechos fatigados, se despertaba ahora buscando una salida”.

“Todo rodaba en un torbellino de gritos, de aullidos, de sonar de silbatos… El suelo huyó bajo sus pies, se hundió; sus rodillas vacilaron y su cuerpo, estremecido por las quemaduras del dolor, se tambaleó sin fuerzas. Pero sus ojos brillaban aún, veían una multitud de otros ojos que ardían con un fuego vivo y osado que ella conocía bien”.

 

„Di tutte le beffe che la sorte serba all'uomo, non ce n'è una più tremenda d'un amore non corrisposto. (p. 106)“
– Maksim Gor'kij

 

„Non sono in grado di esprimere in poche parole le mie impressioni. Non vorrei, e sarebbe vergognoso [! ] ricadere in stereotipati elogi della stupefacente energia di uomini, i quali, essendo attenti e indefessi guardiani della rivoluzione sanno essere, insieme, creatori straordinariamente arditi della cultura.“
– Maksim Gor'kij

 

„A Napoli si è trasferito l'erede al trono, un pederasta e, secondo l'opinione generale di chi lo conosce, un cretino. Per due giorni è andato in giro per la città su una carrozza dorata, accompagnato da una scorta sfarzosa, e per questo il traffico in città è stato bloccato e l'attività commerciale sospesa. "Uno spettacolo fastoso e scandaloso l'ho visto in Turchia sotto Abdul – Hamid", mi ha detto un vecchio.“
– Maksim Gor'kij

 



 

 

 

 

più grande collezione di foto in tutto il mondo

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

Image result for Maxim Gorky stamp Image result for Maxim Gorky stamp

 

 

Image result for Maxim Gorki Briefmarke Image result for Maxim Gorki BriefmarkeImage result for Maxim Gorki Briefmarke

 

Image result for Maxim Gorki Briefmarke Image result for Maxim Gorky stamp

Image result for Maxim Gorky stamp Image result for Maxim Gorky stamp

 

Image result for Maxim Gorky stampImage result for Maxim Gorky stamp