Enver Hoxha

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NUOVO

ENVER HOXHA

 

«Le Superpotenze.

1959-1984.

Brani dal Diario politico»

 

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ENVER HOXHA

 

«Imperialismo e rivoluzione»

«8 NËNTORI», Tirana, 1979

L'edizione italiana

 

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ENVER HOXHA

STORIA DEL PARTITO DEL LAVORO D' ALBANIA

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CON STALIN

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A PROPOSITO DEGLI INTELLETTUALI

Marzo 1958
Volume 15

 

 

 

Il pericolo angloamericano in Albania

Memorie dalla Lotta di Liberazione Nazionale

I

II

III

IV

 

 

 

 


 

ENVER HOXHA

Rapporto sull' attivita' del Comitato Centrale del Partito del Lavoro d'Albania, presentato al VI Congresso del PLA il 1 novembre 1971

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L` "Autogestione" Jugoslavia

 

 

 

 

 

Discorso pronunciato a nome del CC del PLA alla conferenza degli 81 partiti communisti operai Mosca, 16 Novembre 1960

 

 

 

 

 

Discorso pronunciato in occasione della gionata della proclamazione dell`indipendenza e dell`entrata del governo democratico a Tirana – 28. novembre 1944

 

 

 

 

 

 

 

Enver Hoxha.

 

«I kruscioviani. Memorie»

«8 NËNTORI», Tirana, 1980 . L'edizione italiana).

 

Il più grande servizio nella lotta contro la rivoluzione e il socialismo, contro il movimento di liberazione agli inizi della seconda metà del capitalismo mondiale dell'ultimo secolo era revisionisti Krusciov preso il potere in Unione Sovietica.
Dopo la morte di Stalin, il gruppo di Krusciov ha messo tutte le sue forze per combattere contro la politica marxista-leninista del Partito bolscevico, che ha portato alla vittoria della rivoluzione d'ottobre e la costruzione del socialismo, e lo ha sostituito con un nuovo corso, revisionista, contro-rivoluzionaria, social-imperialista corso ...
Il contro-rivoluzionario cambiamento in Unione Sovietica direttamente contribuito alla penetrazione del revisionismo nella maggior parte dei partiti comunisti e la loro rinascita nel partito revisionista, trasformando la maggior parte dei paesi socialisti nei paesi borghesi-revisionisti ...

 

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ENVER HOXHA

" APPUNTI SULLE TESI DEL X CONGRESSO DEL PARTITO COMUNISTA ITALIANO"

"[...] Nelle sue tesi, la direzione del P.C. italiano giunge fino ad attribuire la responsabilità dell' aggressione contro Cuba, l'intensificazione della corsa al riarmo, ecc. non allo stesso Kennedy, ma alla pressione dei “gruppi militari”, di qualche cattivo elemento del suo apparato, che fa pressione su quell'“uomo buono, democratico e pacifico” che è Kennedy.
Più oltre è detto: “Sarebbe tuttavia errato negare che elementi di differenziazione continuano a manifestarsi nei gruppi dirigenti dell’imperialismo. Ciò rende oggi più facile isolare i gruppi oltranzisti, che esistono in ogni paese e fanno capo, da un lato allo Stato maggiore e alle organizzazioni tendenzialmente fasciste degli USA, dall’altro lato al militarismo tedesco e al militarismo francese, uniti nel combattere le prospettive di una distensione internazionale e del consolidamento della pace.” (punto 4 § 1, più in basso).
Così, secondo le tesi del X Congresso del P. C. italiano, appoggiandosi su questa “brava gente” diversafferente, si può facilmente venire a capo degli estremisti, dei militaristi, dei fascisti, ecc. Fondando le sue speranze sulla buona volontà di questa “brava gente”, la direzione del P. C. italiano arriva alla conclusione revisionista che è dunque possibile instaurare la coesistenza pacifica, risolvere i problemi economici e politici, eliminare le divergenze e “non esportare né la controrivoluzione, né la rivoluzione”.
E le tesi precisano: “Le lotte per questi obiettivi devono condursi escludendo tanto la prospettiva di una nuova guerra mondiale, quanto la possibilità di interventi stranieri diretti ad “esportare” sia la controrivoluzione che la rivoluzione.” (punto 4, più in basso).
Secondo costoro, fino ad oggi la rivoluzione è stata esportata, ed in questo campo “l'occhio e la mano di Mosca” sono sempre stati presenti. Ne seguirebbe logicamente, sempre secondo i revisionisti italiani, che “se la rivoluzione non fosse stata esportata” non vi sarebbero state queste preoccupazioni, poiché, in fin dei conti, ci sarebbe stata soltanto la Rivoluzione d’Ottobre, e basta! ; la borghesia e la sua “democrazia” con i suoi benefici, come il terrore, gli assassinii, le misure di repressione e lo sfruttamento dei lavoratori, avrebbero, attraverso un processo di sviluppo, portato il “progresso”, il socialismo.
Ne deriva dunque che la “coesistenza” esaltata dai revisionisti italiani racchiude in sé “una garanzia per l'imperialismo mondiale”, frena l'estensione della rivoluzione, della lotta della classe operaia, della dittatura del proletariato, ecc.
Si tratta qui ovviamente dell’integrazione del socialismo nel capitalismo, ciò che è ancora più spregevole delle teorie opportuniste di Kautsky e di Bernstein.
Infatti i revisionisti moderni italiani, non contenti di dare assicurazioni all'imperialismo a questo proposito, si sono anche assunti il compito di scalzare il socialismo là dove esso ha trionfato, e di estinguere e soffocare la rivoluzione, là dove sono state create le condizioni per il suo scoppio.
Indubbiamente, l'imperialismo ha bisogno di servi come Krusciov, Togliatti, Tito, ecc. per metterli in azione a suo vantaggio e prolungare la sua esistenza. Ma, per quanto facciano, imperialisti e revisionisti vedranno i loro sforzi fallire, poiché le rivoluzioni scoppieranno, la classe operaia e gli altri oppressi si organizzeranno e si scateneranno. In definitiva, l'imperialismo non può sfuggire alla morte. Ma, nel frattempo, non disarma e non rinuncia neppure alle sue intenzioni di dominare il mondo e distruggere il socialismo."


[ Enver Hoxha, da " APPUNTI SULLE TESI DEL X CONGRESSO DEL PARTITO COMUNISTA ITALIANO" , La crisi del revisionismo moderno italiano, Ed. 8 Nentori, Tirana, 1977, ]

Luca Martinelli

 

 

Simbad Marinari

17. November 19:48

COMANDANTE GENERALE
dell’Esercito di Liberazione Albanese
Generale Colonnello
ENVER HOXHA



Comandanti, commissari e partigiani!
La vostra divisione si allontana dalla terra Albanese, nella quale è stata creata, ha
combattuto, si è rafforzata.Sono passati 20 mesi da quando l’Italia fascista ha capitolato, da quando voi soldati visiete trovati abbandonati in terra straniera, dove i fascisti vi avevano trascinati contro lavostra volontà per opprimere i popoli ed imporre loro la schiavitù.
Il fascismo, crudele nemico dei popoli, è insieme anche vostro nemico. Il fascismo nonera morto e per gli italiani era necessario entrare nella strada dei popoli amanti della libertà per continuare la guerra contro il fascismo.
Un grande numero di soldati italiani in Albania videro chiaramente l’abisso dove venivano condotti dai capi fascisti, e animati dalla volontà di vendicarsi contro il fascismo, entrarono nelle file dei partigiani albanesi.
A fianco della I. Brigata d’Assalto venne creato un battaglione di partigiani italiani il
quale venne battezzato col nome «Antonio Gramsci».
Da quel giorno il battaglione, con tutta la fiducia dei dirigenti dell’Esercito Nazionale
di Liberazione albanese, iniziò la vita di lotta contro i tedeschi. Nella guerra a fianco dei partigiani albanesi un grande numero di partigiani italiani hanno versato il loro sangue.
Ispirati dall’ideale santo della libertà, dai sentimenti di odio e di vendetta contro il fascismo, cadde alla testa del suo battaglione in un’aspra mischia contro i traditori nazisti il coraggioso comandante Terzilio Cardinali.
A fianco dei partigiani albanesi in Berat, Skrapar, Tomorice, Gorë, Opar, Mochër, Dumre, Sulive, Cermeniche, Dibra, Mart e Tirana i partigiani di «Antonio Gramsci» hanno dato
prova di coraggio nella lotta contro il fascismo.
Nella loro guerra i partigiani italiani hanno mostrato al mondo che il fascismo è il loro nemico. Colla guerra e il sangue è stata creata la fratellanza dei partigiani italiani ed albanesi.
Il battaglione «Antonio Gramsci» rimarrà eterno nella storia del popolo italiano, così
come rimarrà eterno nel cuore dei compagni di lotta albanesi.
Il battaglione Gramsci ricorderà a noi ed a voi la vera fratellanza di due popoli, fratellanza nata dalla guerra contro il fascismo.
Colla riunione di tutti i partigiani italiani che hanno combattuto a fianco dei combat-
tenti albanesi il battaglione è arrivato a formare la divisione «Antonio Gramsci».

-----Tirana – 17 marzo 1945. Il comandante dell’Esercito di Libera-
zione Nazionale Albanese, Enver Hoxha ed il sottosegretario al-
la difesa On. Mario Palermo, inviato dal governo democratico
italiano per la ripresa dei rapporti diplomatici fra i due stati.------

Comandanti, commissari, partigiani!
Voi andrete nella vostra terra, dove darete ovunque esempio di sacrificio, di abnegazione, dove vi ispirerete sempre ai sentimenti della vera libertà del popolo italiano.
Siate orgogliosi e salvaguardate il nome che ricorda i vostri sacrifici e il vostro sangue,adempite con zelo i doveri che vi affiderà il popolo italiano, così come l’anno compiuto ivostri compagni che hanno dato la vita, continuate fino in fondo la guerra contro i residui del fascismo.
Voi sarete sempre nel fronte della lotta per la difesa degli interessi del popolo italiano.
Innalzate quanto più alto il nome della vostra divisione «Antonio Gramsci».
Comandante generale
dell’Esercito di Liberazione Albanese

Generale Colonnello

ENVER HOXHA