nota

Il Comintern (SH) assume una posizione critica per l'influenza del revisionismo moderno in Cominform

 




Risoluzione del Cominform sulla situazione nel Partito Comunista Iugoslavo

La risoluzione è in otto punti:

“1.

Il Cominform pensa che la direzione del Partito comunista iugoslavo segue in questi ultimi tempi, nelle questioni fondamentali della politica estera e interna, una linea falsa che rappresenta una deviazione della dottrina marxista-leninista. Di conseguenza il Cominform approva l'azione del Comitato centrale del Partito comunista (bolscevico) dell'URSS che ha assunto l'iniziativa di smascherare la politica erronea del Comitato centrale del Partito comunista iugoslavo, e, in primo luogo, la politica dei compagni Tito, Kardelj, Gilas e Rankovič.

 

“2.

Il Cominform prende atto che la direzione del Partito comunista iugoslavo applica una politica di inimicizia nei confronti dell'Unione Sovietica e del Partito comunista (bolscevico) dell'URSS. Essa ha permesso che si sviluppi in Iugoslavia un'indegna politica di diffamazione contro gli specialisti militari sovietici e di discredito dell'esercito sovietico. Per quanto riguarda gli specialisti civili sovietici in Iugoslavia, è stato creato per essi uno speciale regime in virtù del quale sono stati sottomessi alla vigilanza degli organi di sicurezza dello stato iugoslavo e sono stati seguiti dai loro agenti. Il rappresentante del Partito comunista (bolscevico) dell'URSS presso il Cominform, compagno Yudin, e numerosi rappresentanti ufficiali dell'URSS in Iugoslavia sono stati sottoposti alla medesima vigilanza da parte degli organi di sicurezza dello stato iugoslavo.

“Tutti questi fatti e altri della medesima natura evidenziano che i dirigenti del Partito comunista iugoslavo hanno adottato una posizione indegna per dei comunisti; i dirigenti iugoslavi hanno cominciato ad identificare la politica estera dell'URSS con quella delle potenze imperialiste; e si comportano nei confronti dell'URSS come nei confronti degli stati borghesi. In relazione a questo atteggiamento antisovietico, nel Comitato centrale del Partito comunista iugoslavo, è stata fatta una propaganda calunniosa in merito alla 'degenerazione' del Partito comunista (bolscevico) dell'URSS, in merito alla 'degenerazione' dell'URSS ecc.; propaganda presa dall'arsenale del trotzkismo controrivoluzionario.

“Il Cominform condanna questo orientamento antisovietico dei dirigenti del Partito comunista iugoslavo, incompatibile con il marxismo-leninismo e proprio dei nazionalisti.

 

“3.

I dirigenti del Partito comunista iugoslavo nella loro politica interna si allontanano dalle posizioni della classe operaia e rompono con la teoria marxista delle classi e della lotta di classe. Negano il fatto della crescita degli elementi capitalisti nel loro paese e l'acutizzazione della lotta di classe nel campo iugoslavo che da essa deriva. Questa negazione ha la sua origine nella tesi opportunista secondo la quale nel periodo di transizione dal capitalismo al socialismo la lotta di classe non si esaspera, come insegna il marxismo-leninismo, ma si estingue, come affermano gli opportunisti tipo Bucharin, che propagandano la teoria della integrazione pacifica del capitalismo al socialismo (...).

 

“4.

Il Cominform considera che la direzione del Partito comunista iugoslavo sta operando una revisione della dottrina marxista-leninista sul partito. Secondo la teoria marxista-leninista, il partito è la forza dirigente e orientatrice fondamentale nel paese, con un proprio programma e senza dispersioni nella massa dei senza partito [...] Ma in Iugoslavia non è il partito comunista, bensì il Fronte popolare a essere considerato come la forza dirigente del paese. I dirigenti iugoslavi riducono il ruolo del partito comunista, lo diluiscono di fatto all'interno del Fronte popolare senza partito [...] I dirigenti del Partito comunista iugoslavo ripetono gli errori dei menscevichi russi circa la dispersione del partito marxista nell'organizzazione delle masse dei senza partito. Tutto ciò dimostra l'esistenza di tendenze liquidazioniste nei confronti del Partito comunista iugoslavo [...]

 

“5.

Il Cominform pensa che il regime burocratico creato dai dirigenti iugoslavi in seno al partito è nefasto per la vita e lo sviluppo del Partito comunista iugoslavo . Nel partito non esiste democrazia interna né eleggibilità degli organi interni, né critica e autocritica [...] È assolutamente intollerabile che nel Partito comunista iugoslavo vengano calpestati i diritti più elementari dei membri del partito, dal momento che la più piccola critica del comportamento erroneo nel partito determina severe rappresaglie [...] Il Cominform considera che non può essere tollerato in un partito comunista un regime tanto vergognoso, assolutamente sporco e terroristico [...].

 

“6.

Invece di accettare onorevolmente la critica e di porsi sul terreno della correzione bolscevica degli errori commessi, i dirigenti del Partito comunista iugoslavo, presi da un'ambizione senza limiti, dall'arroganza e dalla presunzione hanno accolto la critica con animosità, hanno manifestato ostilità nei suoi confronti e si sono messi sulla strada antipartito, negando completamente i loro errori, violando gli insegnamenti del marxismo-leninismo sull'atteggiamento del partito politico nei confronti dei propri errori, e aggravando in tal modo i loro errori contro il partito. I dirigenti iugoslavi che non hanno avuto argomenti di fronte alla critica del Comitato centrale del Partito comunista (bolscevico) dell'URSS e dei Comitati centrali degli altri partiti fratelli, hanno intrapreso il cammino della menzogna flagrante nei confronti del loro partito e del loro popolo, nascondendo al Partito comunista iugoslavo la critica della politica erronea del Comitato centrale del Partito comunista iugoslavo, e nascondendo inoltre al partito e al popolo le cause reali della repressione inflitta ai compagni Khuyovič e Hebrang.

“Negli ultimi tempi, dopo la critica, compiuta dal Comitato centrale del Partito comunista (bolscevico) dell'URSS e dai partiti fratelli, degli errori commessi dai dirigenti iugoslavi, questi ultimi hanno cercato di promuovere una serie di nuove disposizioni estremiste. [Ci si riferisce alle disposizioni per liquidare il piccolo commercio e la piccola industria, i kulaks, ecc. - N.d.A.] [...] Il Cominform considera che i decreti e le dichiarazioni estremiste dei dirigenti iugoslavi, per il fatto di essere demagogiche e al momento attuale irrealizzabili, possono soltanto compromettere la causa della costruzione socialista in Iugoslavia. Pertanto il Bureau d'Informazione giudica tale tattica avventurista come una manovra indegna e come un gioco politico intollerabile [...]

 

“7.

[Condanna la risposta negativa del PCJ di assistere alla riunione del Cominform. - N.d.A.]

 

“8.

Tenendo presente quanto sopra, il Cominform solidarizza con la valutazione della situazione nel Partito comunista iugoslavo e con la critica degli errori commessi dal Comitato centrale di tale partito, oltre che con l'analisi politica di questi errori, esposti nelle lettere del Comitato centrale del Partito comunista (bolscevico) dell'URSS, e inviate al Comitato centrale del Partito comunista iugoslavo dal marzo al maggio 1948.

“Il Cominform conclude unanimemente che i dirigenti del Partito comunista iugoslavo - per il loro orientamento antisovietico e antipartito incompatibile con il marxismo-leninismo, per tutta la loro condotta e per il loro rifiuto di partecipare alla riunione del Cominform - si sono collocati all'opposizione rispetto ai partiti comunisti aderenti al Cominform; si sono posti sulla strada della separazione del fronte unito socialista contro quello imperialista, sulla strada del tradimento della causa della solidarietà internazionale dei lavoratori, assumendo inoltre posizioni nazionaliste.

“Il Cominform condanna tale politica e l'atteggiamento antipartito del Comitato centrale del Partito comunista iugoslavo.

“Il Cominform afferma che per quanto sopra esposto, il Comitato centrale del Partito comunista iugoslavo si pone, e pone il Partito comunista iugoslavo, fuori dalla famiglia dei partiti comunisti fratelli, fuori dal fronte comunista unico e, di conseguenza, fuori dalle fila del Cominform[...]

“I dirigenti iugoslavi a quanto pare non comprendono o fanno finta di non comprendere che una simile posizione nazionalista può soltanto portare alla degenerazione della Iugoslavia in una normale Repubblica borghese, alla perdita dell'indipendenza della Iugoslavia e alla sua trasformazione in una colonia dei paesi imperialisti [...]

“Sta alle forze sane del Partito comunista iugoslavo il compito di obbligare i loro dirigenti a riconoscere apertamente e onorevolmente i loro errori e a correggerli, a rompere con il nazionalismo, a volgersi verso l'internazionalismo e a rafforzare con tutti i mezzi il fronte socialista unico contro l'imperialismo; o, se i dirigenti attuali del Partito comunista iugoslavo si mostrano incapaci di ciò, sostituirli promuovendo una nuova direzione internazionalista del Partito comunista iugoslavo.”